|
|
|
|
#1
|
|||
|
|||
|
Dal CORRIERE DELLA SERA - Articoli agosto 2007
7 agosto, 2007 Corriere della Sera CARLO VERDONE «Una figura patinata Negli anni 70 era già roba d' antiquariato» ROMA - Elvis? Per Carlo Verdone è «roba d' antiquariato». Il protagonista del Gallo cedrone, il suo film del ' 98, è un vitellone convinto d' essere il figlio segreto di Presley, «un millantatore nell' Italia del trasformismo». Carlo capisce l' icona Elvis: «Come Marilyn, facce che non moriranno mai. Però negli anni 70 a segnare il costume giovanile erano i Led Zeppelin, i capelli alla Robert Plant». Mentre Elvis col suo capello a ciuffo...«Era una musa del passato, le cose vanno dette. Negli ultimi anni faceva ridere, aveva un aspetto penoso dentro quelle tute che gli scoppiavano da tutte le parti. E sudava, sudava... Mi chiedevo: ma questo è stato il grande mito che ha venduto 500 milioni di dischi?». Questo per l' immagine. Musicalmente? «Lui ha sempre cantato in America con due eccezioni in Canada. L' Inghilterra è sempre stata avanti, l' America invece è la tradizione. Da sempre: dov' è la novità di Bruce Springsteen, grande, per carità, però...». E Bob Dylan? «Diverso, lui è un poeta. Diciamola tutta, furono i Beatles a sotterrare definitivamente Presley. Loro in giacca scura e camicia bianca, lui con le frange sembrava un cafone». Lo vogliamo buttare dalla torre. «Era dotato di una bella voce, io non mi sono mai sentito trascinato da lui, anche se un bianco che partiva dai gospel e dalla musica nera, era un punto di riferimento. Mi considero un esperto, è la verità, e trovo che Scott Walker era più bravo». Però gli italiani facevano il verso a Elvis: Little Tony, Bobby Solo, lo stesso Celentano nei movimenti...«Subito dopo il Festival di Sanremo mi precipitai al mercato di Porta Portese a comprare Una lacrima sul viso di Bobby Solo. Per me aveva la voce più calda di Elvis Presley. La figura patinata di Elvis era giusta per una certa America di fine anni ' 50 e ' 60, l' occhio azzurro, il ciuffo, il bacino, il Drive In. Cose che piacciono agli americani». Nel 1959 in casa Verdone va in soffitta il vecchio 78 giri e entra «uno splendido Schaub Lorenz a forma di mobiletto in grado di ascoltare i fantastici 45 giri. Finalmente con Elvis esce fuori una musica nuova che a noi ragazzi faceva battere il tempo col piede, non il solito Scarlatti che ascoltava mia madre con la cembalista polacca Wanda Landowska, di cui non ne potevo più. Il Gallo Cedrone è stato un film volutamente sgangherato, ha diviso, è stato discusso. Attraverso il vitellone raccontavo l' ultimo Elvis». Verdone, il mondo è pieno di pazzi che di notte vanno a cercare Elvis come se avessero la torcia magica ritenendolo ancora vivo...«Sono tutte fregnacce». Cappelli Valerio =================================== 12 agosto 2007 Tra qualche giorno si celebrerà il trentennale della morte La Scozia litiga sulle origini di Elvis Presley Il cognome è tipico dell'Aberdeenshire, ma ci sono pareri diversi su chi fu l'antenato del re del rock che emigrò in America alcuni secoli fa LONDRA - Mentre si danno gli ultimi ritocchi a Graceland in Tennessee, dove tra qualche giorno si celebrerà il trentennale della morte di Elvis Presley, in alcuni villaggi scozzesi dell'Aberdeenshire, lontanissimi da Memphis, infuria il dibattito sulle origini del re del rock and roll, che vanterebbe radici proprio nella terra di Paperon de' Paperoni. Resta da chiarire - ed è questo il centro della polemica - chi fosse l'antenato che salpò alla volta dell'America. Che gli avi di Elvis fossero scozzesi sembra fuor di dubbio, dato che il cognome è tipico dell'Aberdeenshire, nel nordest della Scozia. Ma i dettagli dividono. E se per la maggior parte degli scozzesi è sufficiente celebrare il legame tra Elvis e la loro patria (per il trentennale verrà anche presentato un Elvis Tartan, una stoffa quadrettata tipica, nei suoi colori preferiti, nero, celeste, rosa e oro), per altri, rivendicare la lontana parentela è un punto d'onore. L'AVO FABBRO - Secondo la storia ufficiale Andrew Presley sposò Elspeth Leg il 27 agosto 1713 nella chiesa di Lonmay, nell'Aberdeenshire. Il loro decimo figlio, chiamato Andrew come il padre, imparò il mestiere di fabbro ed emigrò in America. Da lui discese Elvis Aaron Presley. Tutte balle, dice Jack Pressley (con due «s»), 91 anni, residente della vicina Fraserburgh: «Loro pensano all'Andrew sbagliato - dice, tirando fuori un lungo albero genealogico -. Fu un nipote di quell'Andrew sposatosi a Lonmay che andò in America, e non il figlio». Pressley e la sua famiglia da sempre dicono di essere imparentati con il re del rock and roll. Non è d'accordo Allan Morrison, autore del libro «The Presley Prophecy», che svelò le origini scozzesi del musicista. SOMIGLIANZE - E se vari Pressley o Preseley dicono di essere parenti, e che il nome fu cambiato in America, c'è un 70enne, Jim Presley di Oldmeldrum, che non ha dubbi: «Sia io che mia sorella, che vive in America, ci siamo interessati da tempo a questa storia. Mia moglie ha sempre pensato che nostro figlio James somigliava a Elvis da giovane». Su una cosa però sono tutti d'accordo: il turismo locale, in una zona alquanto depressa, dovrebbe sfruttare di più questa «Elvis connection»: «Se qui fossimo in America - dice Morrison - ci sarebbero statue dappertutto e orde di turisti. Ma gli scozzesi non sono bravi a fare queste cose». |
|
#2
|
|||
|
|||
|
MUSICA: 30 ANNI FA L'ADDIO A ELVIS PRESLEY, IL RE DEL ROCK'N'ROLL
Roma, 12 ago. - (Adnkronos) - A trent'anni dalla morte il re e' sempre sul trono. Elvis Presley, con oltre un milione di dischi venduti nel mondo e 131 dischi prodotti, tra album e singoli, mantiene ancora il primato di "The King of Rock'n'Roll", come venne soprannominato negli anni '50. La leggenda del rock mori' il 16 agosto del 1977 nella sua casa a Memphis, 'Graceland', per un'aritmia cardiaca. Ancora oggi la sua dimora e' meta dei continui pellegrinaggi dei fans e in vista dell'anniversario si prevede un maxi-raduno a Memphis e celebrazioni in tutto il mondo. Elvis Aaron Presley nasce a Tupelo, nel Mississipi, in una famiglia molto povera, l'8 gennaio 1935. Aveva solo dieci anni quando per il suo compleanno riceve in regalo dalla madre una piccola chitarra trovata in un negozietto dell'usato, scocca cosi' l'amore per la musica, tanto che Elvis porta la chitarra anche a scuola intrattenendo i suoi compagni durante l'intervallo. La famiglia partecipa attivamente alla vita religiosa e nel corso delle funzioni il giovane Presley canta nel coro, sviluppando un sincero amore nei confronti del gospel. A 13 anni si trasferisce con la famiglia a Memphis dove il suo interesse per la musica viene alimentato dai fermenti che caratterizzano la citta' e dall'assidua frequentazione della zona di cultura nera. Da ragazzino Elvis ascolta la radio fino a tardi, uno dei suoi programmi preferiti e' quello di un famoso dj locale, B.B. ''Blues Boy'' King, che trasmette dalla prima stazione radio nera. Ma la sua ambizione e' quella di far parte di un quartetto gospel come quello dei suoi beniamini: gli Statesmen, i Blackwoods, lo Stamps Quartet e i Sunshine Boys. Elvis va a vederli ogni volta che puo', facendo dei piccoli lavoretti per poter mettere da parte i soldi per il biglietto. |
|
#3
|
|||
|
|||
|
Elvis, a 30 anni dalla morte il business nostalgia in crescita
sabato, 11 agosto 2007 1.00 di Kevin KrolickiDETROIT (Reuters) - Trent'anni fa, alla vigilia della sua improvvisa morte avvenuta a 42 anni a Graceland, un grasso Elvis Presley, farmacodipendente era involontariamente all'inizio di una nuova carriera. Da metà anni Cinquanta, Elvis aveva registrato dozzine di canzoni, interpetando una trentina di film a Hollywood reinventandosi a Las Vegas come una sorta di supereroe americano in tenuta dorata. Verso la fine, "The King" era l'ombra dell'uomo di spettacolo che aveva elettrizzato il pubblico e rivoluzionato la musica pop. Ma la fase della sua carriera venuta dopo la sua morte è stata addirittura più consistente e continua a durare, con remix di canzoni meno conosciute come "Rubberneckin'" e "A Little Less Conversation" arrivate negli ultimi cinque anni al numero uno della classifica. Mentre legioni di fan si radunano a Memphis, Tennessee, per il 30° anniversario della morte di Presley, avvenuta il 16 agosto 1977, è chiaro che Elvis sta ancora facendo affari. "Ci stiamo preparando alla miglior Settimana di Elvis che abbiamo mai avuto", ha detto Todd Morgan, portavoce della Elvis Presley Enterprises, azienda di Memphis che gestisce le sue redditizie proprietà ed ha organizzato un calendario di eventi. Per iniziare c'è l'Elvis Expo al centro convegni di Memphis che prevede esibizioni di membri della sua TCB Band e dell'ex moglie Priscilla, per le quali è già tutto esaurito. L'evento principale sarà la vigilia a lume di candela a Graceland da mercoledì prossimo che sarà coperta dal vivo dalla all-Elvis-all-the-time Elvis Radio, emittente radio di Sirius Satellite. Si prevede che vi parteciperanno 50.000 fan. Il colonnello Tom Parker, che fu manager attento di Presley, l'aveva previsto dopo la sua morte, la leggenda sarebbe sopravvissuta. "Elvis non è morto. E' morto il corpo. Questo non cambia nulla", aveva detto 30 anni fa Parker, secondo quanto citato dai media. La rivista Forbes indica Elvis come seconda dietro al leader dei Nirvana Kurt Cobain come star defunta che produce profitti, con una stima di 42 milioni di dollari tra accordi sui diritti fra 2005 e 2006. Dall'apertura al pubblico nel 1982, Graceland, la casa riccamente ornata a Memphis di Elvis comprata per 100.000 dollari nel 1957, è diventata un'attrazione turistica che richiama circa 600.000 visitatori all'anno. |
|
#4
|
|||
|
|||
|
NEWS 14/8/2007
![]() Un sound contro il razzismo Fra i misteri mai fino in fondo sondati che spiegano il successo di Elvis Presley e l’enorme influenza che la sua musica ebbe sulla cultura dell’epoca, c’è pure quello d’una effettiva quanto involontaria spinta rivoluzionaria che lui, semplice ragazzo del Tennessee, avrebbe dato alla politica dell’apartheid ancora imperante, a quei tempi, negli Stati Uniti del Sud. Proprio nella sua Memphis, appena qualche tempo prima che spuntasse la stella di Elvis, la censura aveva vietato Anna, prendi il fucile perché il copione prevedeva la presenza di un conducente nero di colore, con la motivazione: «Lo spettacolo non può essere rappresentato perché promuove l’uguaglianza tra le razze». Erano regole sociali che parevano intoccabili, Presley cominciò a scompaginarle, pur inconsapevolmente. Niente come la musica, si sa, arriva subito dentro l’anima, saltando ogni mediazione: e a metà dei 50 l’apparizione dal nulla di quel bel ragazzo bianco, il suo modo di cantare e, insieme, di muoversi come un ossesso, unendo due esigenze che a lui parevano imprescindibili, scossero nel profondo il costume quotidiano e il consumo musicale dei bianchi, ben appesi alla tradizione separatista del country. Si aprivano orizzonti nuovi, si creava una progressiva accettazione della matrice nera del ritmo: non ancora dichiarata apertamente, e però carica di presagi. Non a caso, i primi cinque dischi del futuro re del rock per la Sun Records avevano su una facciata un country, e sull’altra un blues: gli adolescenti bianchi che cominciavano ad ascoltare Elvis, le ragazze che svenivano al suo passaggio, si aprivano al mondo di quegli altri giovani che con loro non avrebbero potuto condividere - fino alla metà dei 60 quando ci fu l’abolizione della segregazione razziale - né i banchi di scuola, né i posti al cinema o sull’autobus. Questo risvolto sociologico del ruolo di Presley fa da sfondo a un romanzo epistolare uscito da Azimut qualche settimana fa e con lo stesso titolo della versione originale americana, The Year the Music Changed, di Diane Thomas. Ritrae un Elvis ancora sconosciuto alla gloria, che nella propria città si trova a proprio agio solo tra i bar e i caffè musicali di Beale Street, lo stradone colorato dove dominano gli swinganti giovanotti neri vestiti di abiti colorati ch’egli prende a modello, la via che ogni sera risuona dei ritmi e degli strappi sonori che il meglio degli artisti afroamericani, da B.B.King a Rufus Thomas, fa piovere sui marciapiedi affollati di gente di colore. A questo ragazzo, che incide con Sam Phillips That’s All Right Mama, scrive da Atlanta una educata lettera di complimenti l’adolescente Achsa: «Lei canta quella musica nuova che chiamano rock’n’roll, o rhytm’n’blues quando è un negro che canta». Gli pronostica un grande successo e, miracolo, Elvis risponde. Racconta alla fan i suoi progressi, le indecisioni, l’amore per la madre, l’assalto via via più imperioso delle fans, l’incontro con il famoso Colonnello che farà esplodere la sua carriera. Dall’altra parte del romanzo, c’è la ragazza - futura attrice di successo - complessata da una cicatrice e stretta dentro una inquietante coppia di genitori: il padre ottuso, è ossessionato dalla sfolgorante bellezza della moglie, che finirà in modo misterioso, portandosi dietro i propri segreti; ma Achsa saprà penetrarvi, scoprendo impensabili disagi razziali. L’autrice immagina di aver ricevuto dallo stesso Elvis un plico con le lettere, a pochi giorni dalla drammatica fine del re del rock; un modo inconsueto per conoscere una sfaccettatura di Elvis non consumata dall’uso, a trent’anni dalla morte. |
|
#5
|
|||
|
|||
|
Da Pianeta rock sabato 18 agosto 2007
Elvis Presley: all'asta su ebay il pianoforte appartenuto al Re tra il 1957 e il 1969 Ha ormai raggiunto i 250.000 dollari (circa 185.000 euro), l'asta su ebay che vede in vendita il pianoforte Knabe bianco, appartenuto ad Elvis Presley. Il musicista lo acquistò nel 1957 a Memphis (Tennessee) e lo tenne nella sua ormai leggendaria villa di Graceland fino al 1969. L'asta è stata aperta in occasione delle celebrazioni per il 30° anniversario dalla scomparsa di Elvis. |
|
#6
|
|||
|
|||
|
Da Repubblica.it
Elvis: Mito ha fruttato 34,1 mln di euro Nel solo 2006 17 agosto 2007 alle 14:23 Quanto può valere un flacone vuoto di antistaminico Naldecon prescritto a Elvis Presley dal suo medico personale? Quasi 3.000 dollari. E una foto? Quasi 10.000, circa 7.500 euro, se si tratta dell’ultima fotografia, una delle tante “ultime”, scattata al Re del Rock all’ingresso dell’ospedale, pare poco prima della morte. A tanto può arrivare il feticismo dei milioni di fan del leggendario Presley che, a trent’anni dalla scomparsa del cantautore, celebrata ieri, ancora vanno a caccia di gadeget passati per le mani della Leggenda. Se un flaconcino di antistaminico può passare di mano per 2.000 euro, non sorprende che un’arma placcata in oro arrivi anche a 28.000 dollari (20.882 euro). Ma i memorabilia targati Elvis sono solo la punta dell’iceberg di un giro d’affari in continua crescita: un’eredità che nel 2006 ha fruttato circa 34,1 milioni di euro. Su CincoDias, quotidiano spagnolo, un lungo articolo costellato di cifre a sei zeri sintetizza l’evoluzione di questo incredibile buisness post mortem. Nel primo semestre del 2007, la Cky, compagnia che ha in gestione l’eredità del cantante, ha fatturato 26,1 milioni di dollari, circa 18,3 milioni di euro; mentre nel 2006, l’impero Elvis ha fruttato 48,8 milioni di dollari, 34,1 milioni di euro, confermando la leggenda di Memphis al sesto posto della classifica di artisti scomparsi “titolari” di grandi imperi economici (al primo posto il leader dei Nirvana, Kurt Cobain). Dietro questo impero ci sono prima di tutto le licenze e i diritti d’autore, circa 253, concessi per proprietà intellettuale di testi, gestione dell’immagine, programmi speciali televisivi e radiofonici per un ammontare di circa 13,7 milioni di dollari nel 2006 (9,5 milioni di euro). Segue Graceland, la villa in cui il cantante morì e in cui oggi è sepolto, trasformata in una sorta di parco dei divertimenti tematico con museo, attrazioni varie e albergo per un giro d’affari che nel 2006 ha toccato i 35,081 milioni di dollari (24,6 milioni di euro) e una media di 556.000 visitatori l’anno. |
|
#7
|
|||
|
|||
|
Da Repubblica.it 16 agosto 2007 alle 19:53
Trent’anni dopo Elvis mito rivive; business alle stelle Un anniversario a suon di rock e di dollari. La leggenda di Elvis Presley, trent’anni dopo la sua scomparsa, è ancora una miniera d’oro in gadget, cd, festival, tributi e diritti d’autore. Secondo la rivista Forbes, nella particolare classifica delle star defunte che fanno fare lauti affari agli eredi, ‘The King’ guadagna la seconda piazza dopo il leader dei Nirvana Kurt Kobain, con una stima di 42 milioni di dollari guadagnati tra il 2005 e il 2006. Granceland, la magione coloniale che è stata la sua ultima residenza, è un’attrazione da 600mila visitatori l’anno. Qui sono entrate nel vivo le celebrazioni ufficiali della ‘Elvis Week’ (la settimana di Elvis) con la veglia a lume di candela di 50 mila fan sulla tomba di Presley. Un rito che si ripete ogni anno, ma questa è stata “la miglior Settimana di Elvis che abbiamo mai avuto”, ha dichiarato Todd Morgan, portavoce della Elvis Presley Enterprises, che ne gestisce i diritti e organizza il calendario di eventi. Tributi sono stati organizzati in tutto il mondo. In Germania, dove Presley fece il servizio militare nel 1958 come autista di jeep dell’esercito, un’associazione di fan organizza ogni anno un festival con imitatori dall’immancabile ciuffo brillantinato, che attira diecimila visitatori. “Elvis, trent’anni dopo sempre nei cuori dei fans”, scrivono i siti italiani dedicati alla leggenda del rock, che, come nel caso di ‘grazielvis.it’ dedicano la home page al trentesimo anniversario dalla scomparsa del re di Memphis. Altri appassionati si sono dati appuntamento per la mostra “Elvis e’ vivo-remember the King”, a Bassano del Grappa fino al 19 agosto. Il business coinvolge non solo chi vuole ascoltarne ancora la voce calda o piangere sulla sua tomba. C’è una larga fetta di mercato composta da chi vuole essere come lui, sentirsi ‘The King’ almeno per quindici minuti nella vita. A Memphis, Images of the King, un concorso musicale dedicato agli ‘impersonator’ (gli interpreti), gestito dai coniugi Bobbie e Micheal Hoover è un fenomeno che va avanti da 21 anni. Le finali dell’edizione 2007 sono previste il 17 e il 18 agosto, con tanti finti-Elvis provenienti da Canada, Stati Uniti, Regno Unito e perfino giapponesi con gli occhi a mandorla. Fiutato l’affare, la Elvis Presley Enterprise, dopo aver snobbato a lungo gli ‘interpreti’, starebbe ora pensando di far a pagare i diritti d’autore a chi impersona Elvis, prima di salire sul palco e imbracciare una chitarra per cantare “Love me Tender”. |
![]() |
| Bookmarks |
| Strumenti Discussione | |
| Modalità Visualizzazione | |
|
|
Discussioni simili
|
||||
| Discussione | Ha Iniziato questa Discussione | Forum | Repliche | Ultimo Messaggio |
| Nuovi articoli su ShopElvis.it | Lisa | News Shopelvis Italia | 2 | 21-06-2010 19:42 |
| Articoli In Pronta Consegna! | Lisa | News Shopelvis Italia | 22 | 18-11-2009 18:23 |
| HOLLYWOOD - Nuovi articoli | Lisa | News Shopelvis Italia | 0 | 24-03-2008 17:52 |
| Articoli In Pre-ordinazione | Lisa | Assistenza ShopElvis | 0 | 04-03-2008 18:40 |
| Articoli X Commemorazione 30° Anniversario | hurt | Elvis dopo Elvis | 14 | 07-01-2008 11:59 |